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INTRODUZIONE AL BILANCIO AL 31.12.2018

Bilancio al 31/12/2018

Care Socie, cari Soci,
viviamo tempi di dis-orientamento. Bussole e mappe tradizionali non sembrano essere più sufficienti ad indicare una sicura direzione.
Il contesto – economico, sociale, politico, civile – sembra aver smarrito la sua origine etimologica (contextus) di trama tessuta insieme. Oggi si ha più la sensazione di trovarsi di fronte a grovigli, in molti casi inestricabili. E non ci sono ricette facili.
La soluzione non può essere trovata nell’immunità e nell’isolamento. C’è bisogno di comunità. Da costruire e ricostruire, partendo dal basso, dai territori, dai legami “semplici”. Superando il rischio di rintanarsi.
Perché le comunità vivono e si sviluppano grazie alle connessioni.
C’è bisogno di banche di comunità. Non è la stessa cosa essere banche di prossimità e banche di comunità. Molti istituti di credito possono dire di essere “prossimi”, in senso fisico o virtuale. Ma si tratta di relazioni “uno ad uno”. Le banche di comunità, invece, favoriscono relazioni multipolari, creano connessioni e le intrecciano a loro volta.
Il nostro continente ha bisogno di patrie, ma ha ancora più bisogno di Europa, l’unico soggetto in grado di confrontarsi con il resto del mondo. E per questo l’idea di Europa non può implodere nel groviglio, ma tornare a respirare alto, presentandosi come l’aggregato che consente di moltiplicare la somma delle potenzialità di ogni suo componente.
L’Europa è una casa da abitare, non da lasciar decadere.
Anche il contesto del Credito Cooperativo ha bisogno di mantenere fluide tutte le proprie trame e connessioni.
La nascita dei Gruppi potrà consentire di superare gli “svantaggi” della piccola dimensione (senza perderne i vantaggi) e contemporaneamente beneficiare dei “vantaggi” della grande (senza assumerne i limiti). Potenziando ed evolvendo il sostegno all’economia locale. Preservando i valori della cooperazione e della mutualità.
Potrà consentire il rafforzamento ed il recupero della redditività, che, nonostante il recente miglioramento, non è ancora stabilmente conseguito. Di affrontare meglio la sfida posta dall’evoluzione della normativa e dalla sua ipertrofia, che rischia di avere riflessi pesanti sull’offerta di finanziamenti all’economia reale. Di avere maggiori strumenti per gestire la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica.
Anche nel nuovo contesto, il modello originale di banca cooperativa mutualistica non può correre il rischio di omologarsi con altri modelli che le sono estranei. Occorre investire nello strutturare, nel consolidare, nell’interpretare con le categorie della modernità l’immenso patrimonio rappresentato dalle BCC. Patrimonio “a triplo impatto”: non solo economico, ma anche sociale e culturale. E di democrazia partecipativa. Questa responsabilità è nelle mani di tutte le componenti del Credito Cooperativo. In quota parte, anche nostra.



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Esercizio 2008 Bilancio al 31.12.2008

Esercizio 2007 Relazione Consiglio di Amministrazione

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Esercizio 2006 Relazione Consiglio di Amministrazione

Relazione Collegio Sindacale

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Prima adozione IAS.IFRS

Relazione della società di revisione